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RIFIUTI / GIURISPRUDENZA

Nel corso di due sopralluoghi a data 7/2/2012 e 13/3/2012, era stata riscontrata la percolazione di sostanze fluide derivanti dallo stoccaggio di scarti vegetali (destinati al citato impianto biogas) e da reflui zootecnici provenienti dalle stalle (alleva ...

I reflui industriali della società (pacificamente tali, giusta definizione D.Lgs. n. 152 del 2006 , ex art. 74, lett. h)) confluivano in una vasca e da questa, attraverso due tubazioni, sia nell'impianto di scarico dei reflui domestici (regolarmente autor ...

La deroga di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 266, comma 5 - per la cui operatività occorre che il soggetto sia in possesso del titolo abilitativo per l'esercizio di attività commerciale in forma ambulante ai sensi del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 e che si tratti di rifiuti che formano oggetto del suo commercio - non opera con riferimento a categorie di rifiuti che, per la loro peculiarità, sono autonomamente disciplinate.

Premesso che la vagliatura tecnicamente è un sistema di pretrattamento meccanico dei rifiuti che consiste nella separazione dei materiali per ridurne le dimensioni e predisporre poi le operazioni successive di trattamento, recupero anche parziale, riciclo ...

Nel caso di variazione, come nella specie, per incremento di veicoli non è sufficiente, ai fini dell'utilizzazione immediata del veicolo, la sola comunicazione alla sezione regionale o provinciale competente del fatto, entro trenta giorni dal suo verifica ...

In sostanza, puntualizza il PM ricorrente, un'attività di ripetuto commercio di rifiuti metallici per quantitativi significativamente eccedenti i trasporti occasionali e sporadici come definiti dal legislatore, anche se non integra la principale o l'esclu ...

Le indagini hanno consentito di accertare che i ricorrenti sono gli organizzatori e i promotori dell'attività illecita del gruppo che ruota intorno agli impianti di recupero IDROTECNICA in strada Cabannoni e Strada Vecchia per Sale c.d. "Castra" (siti a destinazione agricola e seminativa), organizzando in maniera sistematica e continuativa l'interramento, nei predetti siti, di rifiuti non conformi e contaminati da sostanze pericolose, anche occultandone la reale composizione ricorrendo alle false analisi fornite dal laboratorio BIOCEST. E' stato anche accertato che una parte dei rifiuti trattati e cartolarmente destinati ai siti indicati, previa simulazione di avvenuto corretto recupero, è stata destinata alla commercializzazione come terreno vegetale o sottoprodotto: i R. fingevano che i rifiuti fossero stati destinati a recupero dei siti di Strada Cabannoni e di Castra, per poi commercializzarli tal quali come sottoprodotti

E' evidente che il consistente scarico di rifiuti derivanti dall'attività di demolizione integrava la fattispecie di cui all'art. 674 cod. pen. - getto pericoloso di cose - atteso che la condotta dell'agente era evidentemente atta a provocare, per la natu ...

A fronte di un onere della prova sulla condizione di sottoprodotto di detti materiali, gravante, come si è già detto, sul ricorrente che invocava l'applicazione della particolare disciplina, il giudice si è profuso nel dimostrare come, in base a dati obiettivi puntualmente indicati, mancassero anche una o più delle condizioni previste dal D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 184 - bis. L'assenza di un effettivo riutilizzo viene quindi individuata con le modalità appena dette e, altrettanto correttamente, viene esclusa l'origine da un processo di produzione, facendo rilevare come il materiale fosse il risultato di operazioni di lavaggio dei macchinari, eseguite, evidentemente, a ciclo produttivo ormai completato.

Decreto di convalida di sequestro probatorio emesso dal Pubblico Ministero presso il locale Tribunale riguardante alcuni beni (cavi elettrici, pacchi di carrozzeria e motori) rinvenuti e sequestrati di iniziativa da personale del Corpo Forestale dello Sta ...

Non si tratta, dunque, di una condotta passiva di mera tolleranza dell'altrui abbandono di rifiuti, ma di un'attività che i giudici del merito hanno accertato essere stata appositamente predisposta previo accordo con i produttori dei rifiuti e finalizzata al loro definitivo smaltimento in loco, sebbene nell'ambito della costruzione della pista automobilistica, circostanza, questa, che non rende comunque lecito lo smaltimento. Va pertanto affermato che risponde del reato di discarica abusiva il proprietario dell'area ove i rifiuti sono conferiti da terzi previo accordo al fine di collocarli definitivamente sul posto, utilizzandoli per la realizzazione di opere sul terreno medesimo, configurando tale condotta una diretta partecipazione al reato.

Quanto alla documentazione menzionata dal ricorrente, che dimostrerebbe la destinazione degli autobus e degli pneumatici alla cessione a terzi, va rilevato che la stessa non può essere presa in esame in questa sede di legittimità e che il Tribunale, nell'escluderne la rilevanza, ha evidenziato la natura meramente preliminare degli accordi con i terzi interessati all'acquisto, mentre del tutto inconferente è la vendita di un mezzo non sottoposto a sequestro, in data successiva all'accertamento del reato, che si assume documentata con una fattura pure prodotta ai giudici dell'appello

Come correttamente evidenziato dal Tribunale, l'operazione di separazione fisica di rifiuti realizzata attraverso l'impianto di deposito filtraggio della società dell'imputata è qualificabile in termini di "trattamento", perchè tale è, a ...

La mera occasionante che differenzia l'abbandono dalla discarica e tale caratteristica può essere desunta da elementi indicativi quali le modalità della condotta (ad es. la sua estemporaneità o il mero collocamento dei rifiuti in un determinato luogo in a ...

"la deroga prevista dal D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 266, comma 5, per l'attività di raccolta e trasporto dei rifiuti prodotti da terzi, effettuata in forma ambulante opera qualora ricorra la duplice condizione che il soggetto sia in possesso del ...

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