Consulenza gestionale e legale

ricerca
ricerca

rifiuti
acqua
rumore
aria
suolo
adr
tecniche di controllo e sanzioni
certificazione ambientale

RIFIUTI / GIURISPRUDENZA

La contestazione della imputazione è corretta nella sua formulazione: la violazione di cui gli imputati sono stati ritenuti responsabili è quella di cui al D.Lgs. n. 156 del 2006, art. 256, comma 1, per avere realizzato e consentito il deposito incontrollato di rifiuti urbani non pericolosi, in difetto di titolo abilitativo. Puntuale si palesa il richiamo al comma 2 del citato art. 256, che punisce i soggetti esercenti particolari attività o responsabili di enti territoriali, in quanto Sindaco del Comune. Non si comprende pertanto il motivo della censura sul punto mossa in atto di ricorso. Del pari del tutto destituita di fondamento è la eccepita ascrivibilità del reato in capo al netturbino, alle dipendenze del Comune predetto, verso cui, l'istituto del concorso nel reato, è pienamente applicabile alla fattispecie in esame, anche se il soggetto non riveste la specifica qualifica richiamata dalla norma penale (art. 256, comma 2), visto che con la propria attività ha cooperato (con il soggetto qualificato) all'offesa del bene giuridico tutelato.

La Corte distrettuale ribadiva la colpevolezza del prevenuto per avere abbandonato sulla pubblica via cinquanta bidoni di vernici, tinte e catalizzatori, rifiuti pericolosi, contenenti ancora parte del prodotto e classificabili con codice CER 150110. Non ...

Le cause riguardano l’utilizzazione di discariche illegali nonché la mancata bonifica di discariche illegali chiuse. Nel procedimento relativo all’Italia si aggiunge che alcune discariche contengono rifiuti pericolosi non identificati né catalogati e che per talune discariche manca una nuova autorizzazione ai sensi della direttiva discariche. La Repubblica italiana è condannata a versare alla Commissione europea, una penalità giornaliera di EUR 158.200 fino alla piena esecuzione della sentenza Commissione/Italia.La Repubblica italiana è condannata a versare alla Commissione europea, sul conto «Risorse proprie dell’Unione europea», una somma forfettaria di EUR 60 milioni

È statoaccertato che nei terreni della Società Agricola di cui l'imputato è - ed era all'epoca dei fatti - socio accomandatario, sono state seppellite centinaia di carcasse di tacchini, in violazione della normativa vigente all'epoca dei fatti che, per lo ...

A norma del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 185, comma 1, lett. f), non è sufficiente l'esistenza di una prassi in agricoltura, ma è necessario che si tratti di processi o metodi che non danneggiano l'ambiente, nè mettono in pericolo la salute umana; n ...

In tema di tassa per lo smaltimento di rifiuti urbani, la dichiarazione di assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi a quelli urbani, presuppone necessariamente la concreta individuazione delle caratteristiche, non solo qualitative, ma anche quant ...

L'affermazione del giudice a quo, nella sua generalizzazione, per quanto letteralmente riferita ai "luoghi di degenza", si palesa nel senso che tutti i rifiuti prodotti dalla struttura ospedaliera sarebbero da assimilare ai rifiuti spec ...

Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto non ha riconosciuto valenza probatoria al documento di trasporto prodotto non all'atto del controllo da parte degli ispettori del Corpo forestale dello Stato sul veicolo stesso, ma postumamente solo in occasione della impugnazione del provvedimento di sequestro del detto veicolo trasportante il materiale: cioè in orario prenotturno fermo in prossimità di una discarica abusiva già da tempo platealmente utilizzata per lo smaltimento di tale genere di rifiuto

La condotta sanzionata dal D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 256, comma 1 è riferibile a chiunque svolga, in assenza del prescritto titolo abilitativo, una attività rientrante tra quelle assentibili ai sensi degli artt. 208, 209, 210, 211, 212, 214, 215 e 216 ...

La deroga prevista dal D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 266, comma 5 per l'attività di raccolta e trasporto dei rifiuti prodotti da terzi, effettuata in forma ambulante opera qualora ricorra la duplice condizione che il soggetto sia in possesso del titolo abilitativo per l'esercizio di attività commerciale in forma ambulante ai sensi del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 e, dall'altro, che si tratti di rifiuti che formano oggetto del suo commercio.

Per quanto riguarda l'esimente prevista dal D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 193, la stessa non è applicabile, perchè la norma parla di fondi appartenenti alla medesima azienda agricola. Nel caso di specie, invece, la sola ditta xxx è un'impresa agricola. E' ...

In caso di spedizioni transfrontaliere, l'art. 216-bis, comma 4 e 5, TUA, nel ribadire la priorità per la rigenerazione degli oli usati, limita le spedizioni transfrontaliere di oli usati verso impianti di incenerimento e coincenerimento collocati al di f ...

La competenza a provvedere alla distruzione dei rifiuti pericolosi spetta al Pubblico Ministero, sia perchè cosi ha disposto il giudice della cognizione con la sentenza del 14 luglio 2000, ormai irrevocabile, sia in applicazione del principio cardine dell ...

E' previsto, con riferimento alle c.d. "voci specchio", che riguardano il medesimo rifiuto identificato come "pericoloso" mediante riferimento specifico o generico a sostanze pericolose e come "non pericoloso&a ...

La specifica inclusione del CDR fra i rifiuti speciali disposta dalla legislazione di settore e la mancata inclusione nel D.Lgs. n. 22 del 1997, art. 7, comma 3, lett. g), impedisce radicalmente di considerare assimilabile il CDR alla categoria, peraltro ...

pagina successiva ultima pagina