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RIFIUTI / GIURISPRUDENZA

Il presupposto della tassa di smaltimento dei rifiuti ordinari solidi urbani, secondo il D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62, è difatti costituito dall'occupazione o detenzione di locali e aree scoperte a qualsiasi uso adibiti. E l'esenzione dalla tassazione di una parte delle aree utilizzate, perchè ivi si producono rifiuti speciali, come pure l'esclusione di parti di aree perchè inidonee alla produzione di rifiuti, sono subordinate all'adeguata delimitazione di tali spazi e alla presentazione di documentazione idonea a dimostrare le condizioni dell'esclusione o dell'esenzione. Il relativo onere della prova incombe al contribuente

La condotta sanzionata dal D.Lgs. 152 del 2006, art. 256, comma 1 è riferibile a chiunque svolga, in assenza del prescritto titolo abilitativo, una attività rientrante tra quelle assentibili ai sensi del cit. Decreto, artt. 208, 209, 210, 211, 212, 214, 2 ...

Delle due l'una: o l'area scoperta ha natura pertinenziale e, in tal caso, non è tassabile in alcun modo, oppure non possiede detta natura, ma in tal caso sarà totalmente imponibile, non prevedendo assolutamente la menzionata norma di cui al D.Lgs. n. 22 ...

Nel prevedere il rinnovo il legislatore abbia implicitamente supposto che lo stesso abbia una durata pari a quella della prima autorizzazione, vale a dire dieci anni, non si rinviene alcuna valida ragione per la quale debba escludersi categoricamente la p ...

Il reato di deposito incontrollato di rifiuti ha natura "permanente" se l'attività illecita è prodromica al successivo recupero o smaltimento, delle cose abbandonate, e, quindi, la condotta cessa soltanto con il compimento delle fasi ulteriori rispetto a quella del rilascio, o, invece, natura "istantanea con effetti eventualmente permanenti", se l'attività illecita si connota per una volontà esclusivamente dismissiva dei rifiuti, che, per la sua episodicità, esaurisce gli effetti della condotta fin dal momento dell'abbandono e non presuppone una successiva attività gestoria volta al recupero o allo smaltimento

La norma sanzionatoria in esame ( D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 258, comma 4), tenuto conto della contestazione mossa nell'imputazione (che si riferisce unicamente a "falsi certificati di analisi con rappresentazione di risultati non veri, in ordi ...

Il D.M. (Ministero dell'Interno) 22 ottobre 1999, n. 460, art. 1, considera in stato di abbandono i veicoli a motore privi di parti essenziali per l'uso o la conservazione, rinvenuti in aree ad uso pubblico e non oggetto di denunzia di furto. Ne consegue che i veicoli fuori uso, come definiti dal D.Lgs. n. 209 del 2003, art. 3, commi 1 e 2, sono sempre considerati rifiuti (arg. ex comma 3 stesso articolo), anche quando non siano stati ancora materialmente consegnati dal detentore ad un centro di raccolta e siano in evidente stato di abbandono.

Va premesso che la pur riconosciuta natura di sostanza fertilizzante da attribuirsi al materiale gesso di defecazione - prodotto derivante dalla idrolisi (ed eventuale attacco enzimatico) di materiali biologici, dei quali dovrebbe essere obbligatorio indicare la natura, tramite lo spandimento della calce viva e successiva precipitazione mediante acido solforico e successiva precipitazione del solfato di calcio - non vale ad escludere che lo stesso possa essere qualificato come rifiuto allorchè esso sia depositato con modalità tali da farne presumere la destinazione non ad un uso produttivo ma esclusivamente al suo smaltimento.

Il Tribunale ha fatto corretta applicazione di tali principi, evidenziando che il materiale trasportato nell'area, come in precedenza descritto, abbisognasse, comunque, per essere reimpiegato di trasformazioni preliminari, mediante frantumazione. Operazione questa non rientrante nella normale pratica industriale e che già di per sè rendeva il materiale stesso non qualificabile come sottoprodotto. Inoltre non era stata fornita alcuna allegazione in ordine alla "rispondenza della destinazione agli standard merceologiche e alle norme tecniche

I luoghi specifici di lavorazione industriale, cioè le zone dello stabilimento adeguatamente delimitate sulle quali insiste il vero e proprio opificio industriale, vanno considerate estranee alla superficie da computare per il calcolo della predetta tassa ...

Il presupposto della tassa di smaltimento dei rifiuti ordinari solidi urbani, secondo il D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62, è l'occupazione o la detenzione di locali e aree scoperte a qualsiasi uso adibiti. Per cui l'esenzione dalla tassazione di u ...

L'argomento difensivo secondo il quale un oggetto non può essere considerato rifiuto sol perchè utile a chi potrebbe farne commercio non ha alcun fondamento perchè trova smentita sia nella stessa lettera della norma incriminatrice (che sanziona penalmente ...

I giudici del riesame hanno evidenziato che, per stesso riconoscimento della difesa del ricorrente, risultando inapplicabili tutte le eccezioni contemplate dall'art. 43, comma 1 del Regolamento, con esclusione di quella di cui alla lett. c), l'importazion ...

Nel merito, il Giudice si limita ad osservare come sia pacifica la sussistenza delle violazioni contestate alla Emme & Emme di D.S.M. e O.M. s.n.c., la quale ovviamente avendo delegato contrattualmente gli adempimenti di legge pretermessi ne rispo ...

Corretta è l'affermazione del tribunale del riesame laddove respinge la istanza di restituzione del mezzo, non solo evidenziando che si tratti di un'ipotesi di confisca obbligatoria, ma soprattutto laddove sottolinea che la ricorrente, dichiaratasi asseri ...

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