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RIFIUTI / GIURISPRUDENZA

Nel merito, il Giudice si limita ad osservare come sia pacifica la sussistenza delle violazioni contestate alla Emme & Emme di D.S.M. e O.M. s.n.c., la quale ovviamente avendo delegato contrattualmente gli adempimenti di legge pretermessi ne rispo ...

Corretta è l'affermazione del tribunale del riesame laddove respinge la istanza di restituzione del mezzo, non solo evidenziando che si tratti di un'ipotesi di confisca obbligatoria, ma soprattutto laddove sottolinea che la ricorrente, dichiaratasi asseri ...

La norma penale di cui all'imputazione (D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 256, comma 4) sanziona l'inosservanza delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni e perciò anche il mancato rispetto del termine di comunicazione dell'inizio della campagna di fran ...

In relazione alla definizione di "sottoprodotto" posta dall'attuale del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 184 bis (aggiunto dal D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205, art. 12, comma 1), va rilevato che la sostanza o l'oggetto deve poter essere utili ...

Come già ha chiarito la giurisprudenza, recepita poi con il D.Lgs. n. 4 del 2008 , essenziale, al fine di considerare scarico o rifiuto il refluo, è la continuità dell'immissione, mediante un sistema stabile di collettamento, dal luogo della produzione fino all'esito finale, condizioni che non si verificavano, all'epoca dei fatti, nella fattispecie in esame, in cui le acque di falda emunte dal sito contaminato non passavano direttamente dalla falda al corpo recettore, ma erano convogliate provvisoriamente in appositi contenitori per essere poi trasportate all'impianto di depurazione consortile di Porto Torres al fine dello smaltimento

Nel ritenere, peraltro, l'illegittimità della Delib. comunale n. 10 del 1998 concernente l'assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, la decisione impugnata si è attenuta al principio di diritto espresso in materia da questa Corte secondo cui - nell' ...

La disposizione specifica, rinvenibile nel D.Lgs. n. 36 del 2003, art. 2, comma 1, lett. g), indica che  "sono esclusi da tale definizione gli impianti in cui i rifiuti sono scaricati al fine di essere preparati per il successivo traspor ...

La corte perviene alla conclusione che la condotta tipica del reato di discarica abusiva coincide con la predisposizione e con la gestione illecita dei rifiuti, a partire dal momento in cui il deposito e i conferimenti integrano gli estremi della realizza ...

Sono esclusi dall'osservanza della procedura anzidetta gli impianti mobili che effettuano la disidratazione dei fanghi generati da impianti di depurazione e reimmettono l'acqua in testa al processo depurativo presso il quale operano, nonchè gli impianti c ...

Il Tribunale ha evidenziato che l'enorme quantitativo di rifiuti speciali non pericolosi rinvenuti (circa 14 mila mc) era composto dalle materie più disparate (rocce, terre, scorie di cemento, bacchette di acciaio provenienti da armature metalliche di elementi edili, miscele bituminose, pancali, materiali plastici, pneumatici ed altro), ammassate alla rinfusa e senza alcuna distinzione; quel che - in linea con la giurisprudenza di questa Corte - ha condotto ad escludere la tesi difensiva del deposito temporaneo, di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 183, lett. bb), che richiede che lo stesso sia effettuato (tra l'altro) per categorie omogenee, nel caso di specie non ravvisabili

Il legale rappresentante di una ditta, proprietario di un'area su cui terzi depositino in modo incontrollato rifiuti, è penalmente responsabile dell'illecita condotta di questi ultimi in quanto tenuto a vigilare sull'osservanza da parte dei medesimi delle ...

Ai fini della configurabilità del reato di trasporto non autorizzato di rifiuti propri non pericolosi di cui all'art. 256, comma 1, lett. a), del cit. D.Lgs. è sufficiente anche una condotta occasionale. ...

L’abbruciatura, nel luogo di produzione, di paglia, sfalci e potature, nonché di ogni altro materiale non pericoloso costituisce normale pratica agricola. La Regione Veneto ha pertanto chiesto che venga dichiarata la cessazione della materia del contendere, ovvero, riconosciuta la legittimità della disposizione impugnata, anche prima della legislazione statale sopravvenuta. Inoltre, la resistente ha criticato la normativa statale sopraggiunta, rilevando come la qualificazione dei materiali in questione in termini di rifiuti o di sottoprodotti, che da tale normativa così come dal ricorso si ricaverebbe, sarebbe frutto di un errore ricostruttivo in contraddizione con il diritto comunitario e con lo stesso codice dell’ambiente, posto che nelle suddette discipline tali materiali, ove impiegati in agricoltura, sarebbero esclusi dall’ambito di applicazione della normativa relativa alla gestione dei rifiuti.

L’Allegato 5, punto 3 al d.m. 5 febbraio 1998 (individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero) prevede, infatti, che > delinei una categoria di area destinata al conferimento che non può non essere cons ...

Secondo i giudici ai sensi del cd. decreto Ronchi ( D.Lgs. n. 22 del 1997 ) i rifiuti vanno distinti in tre categorie: 1) rifiuti urbani, 2) rifiuti speciali, 3) rifiuti pericolosi (bhè non è proprio così !). I rifiuti urbani sono sempre soggetti a tassazione, i rifiuti pericolosi sono sempre esclusi dalla applicazione della tassa, i rifiuti speciali rientrano nell'ambito di applicazione del tributo ove il Comune abbia provveduto ad assimilarli, con apposita delibera, ai rifiuti urbani, ai sensi del D.Lgs. n. 22 del 1997, art. 21, comma 2.

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