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RIFIUTI / GIURISPRUDENZA

L’iscrizione all’Albo Nazionale dei gestori ambientali per le categorie richieste è requisito di carattere generale (cfr. Cons. Stato, sez. V, 6 novembre 2015, n. 5070), di tipo soggettivo, intrinsecamente legato al soggetto e alla sua idoneità a porsi co ...

Correttamente i giudici di merito hanno ritenuto non soggetta a tributo TIA (che costituisce una mera variante della TARSU come affermato da Sezioni Unite 2010/14903 2015/23114 e dalla Corte Costituzionale 2010/64), per la parte fissa, l'intera area dell' ...

In tema di tutela dell'ambiente, i materiali bituminosi provenienti da escavazione o demolizione stradale non sono riconducibili all'interno della categoria delle rocce e terre da scavo, neanche dopo l'entrata in vigore del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, artt. 41 e 41 bis, conv. in L. 9 agosto 2013, n. 98 , atteso che essi non sono costituiti da materiali naturali, ma provengono dalla lavorazione del petrolio e presentano un evidente potere di contaminazione

L’articolo 10, paragrafo 2, della direttiva 2006/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE, deve essere interpretato nel senso che esso non produce l’effetto di assoggettare alle prescrizioni della direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti, l’operazione di riempimento di una cava mediante rifiuti diversi dai rifiuti di estrazione nel caso in cui tale operazione costituisca un recupero di tali rifiuti, circostanza questa che spetta al giudice del rinvio verificare.

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In conformità al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 216, era stata la Provincia a rilasciare il provvedimento autorizzatorio nell'ambito della procedura semplificata adottata, così come lo stesso Ente - accertato il mancato rispetto delle prescrizioni indicate - aveva poi disposto il divieto condizionato alla prosecuzione dell'attività con provvedimento motivato del 21/3/2012 (quindi revocato con ulteriore determinazione provinciale del 18/12/2012); quel che, peraltro, si lega alla prescrizione di cui al precedente art. 124 (Autorizzazione agli scarichi. Criteri generali) - ancora richiamato nella sentenza - al cui comma 7 si stabilisce espressamente che, "Salvo diversa disciplina regionale, la domanda di autorizzazione è presentata alla provincia ovvero all'ente di governo dell'ambito se lo scarico è in pubblica fognatura".

In particolare - e premessa la pacifica assenza di autorizzazione con riguardo ai rifiuti in esame - la sentenza ha sottolineato che nell'area della società erano stati individuati plurimi oggetti quali radiatori, trapani e simili (CER 20.01.35), rifiuti ...

Nel caso in esame il ricorrente si è limitato ad allegare, quale fattore costituente caso fortuito, la esistenza stessa del vento senza affatto specificarne le caratteristiche di assoluta eccezionalità, uniche caratteristiche che avrebbero potuto far assurgere l'evento - di per sè rientrante nel novero dei fattori prevedibili la cui possibile incidenza negativa nel verificarsi dell'evento deve essere rappresentata e valutata dall'agente onde predisporre contro di essa gli opportuni rimedi preventivi - al rango di caso fortuito tale da escludere la penale responsabilità dell'agente.

Del tutto inconferente è, infine, il richiamo ai documenti prodotti in giudizio, che risultano del tutto privi di rilevanza ai fini della valutazione della sussistenza della fattispecie in esame. Si tratta, infatti, degli estremi della concessione edilizi ...

Fondamento del caso fortuito e della forza maggiore sono la eccezionalità del fattore estrinseco e la imprevedibilità dello stesso, e tali caratteri non sono affatto ravvisabili nel verificarsi di temporali o di piogge, anche se particolarmente abbondanti ...

E tuttavia l’articolo 183 del decreto legislativo citato stabilisce che produttore di rifiuti è il soggetto la cui attività produce rifiuti ovvero chiunque effettui operazioni di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura e la composizione di detti rifiuti, distinguendosi in tal modo fra produttore iniziale e nuovo produttore. Dunque la norma richiede una significativa alterazione del rifiuto attraverso le operazioni indicate, potendosi evitare la qualificazione di nuovo produttore solo laddove non vi sia stata una modifica della natura e della composizione del rifiuto; e nel caso in esame appare evidente come il trattamento effettuato incida sostanzialmente sulla consistenza del rifiuto.

In tale situazione la circostanza addotta dalla ricorrente per la quale il deposito dei rifiuti non sarebbe stato perpetrato dalla proprietà, ma da soggetti terzi, è del tutto irrilevante; tale circostanza non sottrae la società ricorrente al proprio obbligo di provvedere alla rimozione strumentale al risanamento dell'area e, con essa, ad inibire pericoli per l'igiene e la salute pubblica, in quanto si tratta di attività che non può non gravare sul titolare del diritto di proprietà della medesima.

Osserva il Collegio che la disciplina sulle terre e rocce da scavo rientra tra quelle aventi natura eccezionale e derogatoria rispetto alla disciplina ordinaria in tema di rifiuti, cosicchè, come più volte affermato da questa Corte, l'onere della prova ci ...

Nel caso concreto, il Tribunale di Cagliari ha dato analiticamente conto degli esiti del sopralluogo compiuto dalla polizia giudiziaria presso il frantoio oleario della società amministrata dal ricorrente, da cui era emerso che le sanse provenienti dalla molitura delle olive venivano convogliate con un nastro trasportatore direttamente su un carrello agricolo a doppia sponda, privo di tenuta stagna e non in grado di assicurare una protezione adeguata; anche la platea su cui il carrello era stato posto non era isolata, essendo priva di cordonatura, sicchè essa permetteva la fuoriuscita dei liquami e dei residui delle sanse sul terreno; nella medesima area vi erano anche due cassoni in lamiera in cui erano state poste le sanse, la cui parte liquida, non essendo i cassoni a tenuta stagna, fuoriusciva all'esterno verso il terreno; oltre a tali cassoni vi erano anche 11 recipienti in plastica, che contenevano circa un metro cubo di materiale ed erano privi di copertura

Nell’ipotesi in cui il documento di accompagnamento comporti un’informazione di tal genere, erronea o incoerente, detti compiti di sorveglianza e di controllo non potrebbero essere garantiti conformemente al regolamento n. 1013/2006, d ...

Essendo l'attività di raccolta di materiale ferroso oggetto dell'imputazione stata nella specie posta in essere prima della modifica intervenuta ad opera della L. n. 221 del 2015, art. 30 incomberà ancora sul giudice del presente processo, secondo i principi delineati da questa Corte, accertare, in capo agli imputati, l'esistenza e validità del titolo abilitante al commercio e la riconducibilità del rifiuto raccolto o trasportato all'attività autorizzata, mentre, se il fatto fosse stato posto in essere successivamente a tale modifica, una tale verifica, beninteso limitatamente ai rifiuti di rame e ai metalli ferrosi e non ferrosi, non sarebbe più necessaria, stante appunto l'inapplicabilità tout court della deroga di cui all'art. 266 c. 5

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